
Molti di noi che abitavano a San Pietro negli anni settanta ricordano senz’altro un toponimo ormai caduto completamente in disuso “ Int o’ Cardinale”. Tale luogo è alla Via Lo Porto distante circa cinquecento metri dall’Abbazia di Santa Maria di Realvalle, sul suo stesso lato in direzione del paese. Il luogo, dove fino a qualche decennio fa si potevano vedere le rovine di una abitazione, fu il teatro di una tragedia che il Dott. Francesco Donnarumma ci ha raccontato con dovizia di particolari nella sua ricerca sulle morti dei militari e dei Civili durante la Seconda Guerra Mondiale. Il giorno 19 Agosto del 1943, data funesta per il borgo di San Pietro, le bombe rasero al suolo l’abitazione da cui poi scaturirono le rovine di cui sopra. In quella casa sotto le macerie trovarono la morte Raffaele Coppola, carabiniere nativo di San Pietro e Clelia Lombardozzi, sua moglie proveniente da Balsorano in provincia dell’Aquila dove il Coppola aveva prestato servizio. I loro tre figli maschi riuscirono a salvarsi perché erano andati a fare il bagno nel fiume Sarno che allora era ancora un fiume e non una fogna a cielo aperto. I resti bombardati della casa sono rimasti per anni a memoria delle morti e rovine che la guerra ha da sempre causato e sempre causerà.